ARTICOLI
Deliri e menzogne a scapito della nostra salute.
Il "sovversivo" M. Travaglio mina l'equilibrio del regime veltrosconiano.
CONSAPEVOLEZZA GLOBALE
Il pericolo del Grande Fratello.
Il problema ambientale non è un lusso per le persone annoiate e snob che amano i panda, ma un diritto alla vita, concreto. Senza petrolio si può vivere, senza acqua no.
Riduciamo l'uso dell'auto, andiamo in bici, a piedi e con i mezzi pubblici.
"Perchè una società vada bene, si muova nel progresso, nell'esaltazione dei valori della famiglia, dello spirito, del bene, dell'amicizia, perchè prosperi senza contrasti tra vari consociati, per avviarsi serena verso un futuro migliore,basta che ognuno faccia il suo dovere." ( G. Falcone )
"Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola" ( P. Borsellino )
Meglio morire in piedi che vivere strisciando.
Un altro mondo non è solo possibile, è doveroso.
Libertà! Sempre.
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METTIAMOCI IN MOVIMENTO. L' "ESSERE" CONTRO L' "AVERE"
Nel sito potrete trovare informazioni, curiosità, sogni, speranze, pareri ed opinioni di Fafà, ragazzo pescarese nella giungla di un Paese perduto, l'Italia. Questo portale non ha alcuno scopo commerciale. Nasce dalla volontà di poter manifestare il libero pensiero di giovane cittadino in un'epoca dove troppo spesso quest'ultimo viene assoggettato a logiche di potere e di opportunismo. Grazie a tutti coloro che avranno la pazienza e la bontà di accedervi e, soprattutto, a coloro i quali, con consigli e/o critiche, contribuiranno a migliorare questo spazio virtuale.
Questo portale è di carattere esclusivamente personale ed amatoriale, viene aggiornato dal suo autore oltre che dagli utenti, senza periodicità definite e senza perseguire scopi imprenditoriali e/o informativi professionali . Non può, pertanto, considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001.
Dopo appena 6 mesi dalla sua nascita il portale libero di Fafà ha deciso di compiere un passo importante ed impegnativo: promuovere la costituzione di un Circolo territoriale del Movimento per la Decrescita Felice (http:/WWW.DECRESCITAFELICE.IT)
Si può fare con meno. E vivere meglio.
"Abruzzo per la Decrescita Felice".
Se siete interessati contattatemi. Grazie.
Insieme possiamo metterci in rete per liberarci dalla tirannia del Pil e sorridere alla vita.
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NO AL CENTRO OLI!
VOGLIONO AVVELENARCI CON IL PETROLIO COSTRUENDO UN CENTRO OLI ( CHE NON E' UN MAXI FRANTOIO ) SULLA COSTA ABRUZZESE. A CHI FANNO GOLA LE ROYALTIES DELL'ENI?
DI CERTO NON A NOI CITTADINI DELLA REGIONE VERDE D'EUROPA.
A VOCE ALTA DICIAMO NO A CHI, CON IL FALSO MIRAGGIO DELLO SVILUPPO ECONOMICO, VUOLE SOFFOCARE L'UNICA RISORSA DAVVERO PREZIOSA DELLA NOSTRA TERRA. LA NATURA.
IL PETROLIO E' MORTE. NO ALLA RAFFINERIA OVUNQUE ESSA SIA!
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DECRESCERE PER BUTTARE LA SOCIETA' DEI CONSUMI
La società moderna è frenetica, veloce, spietata, tritura e consuma tutto e tutti. Non aiuta chi non ce la fa, anzi, chi rimane indietro è perduto. La malattia è una vergogna, la sofferenza un tabù. Dobbiamo essere più sani, più belli, più ricchi. Le parole più usate sono PRODURRE, CONSUMARE, COMPETERE. Tutta la vita dell'uomo moderno è condizionata dai suddetti termini. Ma siamo sicuri che una piena ed appagante esistenza sulla faccia della Terra debba incentrarsi su tali "valori"?
Ma che vita è questa?
Occorre un cambiamento radicale. Ripensare la società inventando un'altra logica sociale. Bisogna cambiare valori e concetti, mutare le strutture, rilocalizzare l'economia, e , soprattutto, la vita. Rivedere nel profondo i nostri modi di uso dei prodotti e delle relazioni.
Di fronte alla globalizzazione, che non è altro che il trionfo planetario del mercato, bisogna concepire e volere una società nella quale i valori economici non siano più centrali (o unici). L'economia dev'essere rimessa al suo posto come semplice mezzo della vita umana e non come fine ultimo. Bisogna rinunciare a questa folle corsa verso un consumo sempre maggiore. Ciò non è solo necessario per evitare la distruzione definitiva delle condizioni di vita sulla Terra ma anche e soprattutto per fare uscire l'umanità dalla miseria psichica e morale. Si tratta di una vera decolonizzazione del nostro immaginario e di una diseconomicizzazione delle menti indispensabili per cambiare davvero il mondo prima che il cambiamento del mondo ce lo imponga nel dolore. Bisogna cominciare con il vedere le cose in altro modo perché possano diventare altre, perché sia possibile concepire soluzioni veramente originali e innovatrici. Si tratta di mettere al centro della vita umana altri significati e altre ragioni d'essere che l'espansione della produzione e del consumo.
"L'ECOLOGIA E' SOVVERSIVA POICHè METTE IN DISCUSSIONE L'IMMAGINARIO CAPITALISTA DOMINANTE. NE CONTESTA L'ASSUNTO FONDAMENTALE SECONDO CUI IL NOSTRO ORIZZONTE E' IL CONTINUO AUMENTO DELLA PRODUZIONE E DEI CONSUMI. L'ECOLOGIA METTE IN RISALTO L'IMPATTO CATASTROFICO DELLA LOGICA CAPITALISTA SULL'AMBIENTE NATURALE E SULLA VITA DEGLI ESSERI UMANI".
Cornelius Castoriadis , Une Société à la dérive, Seui, Paris, 2005,pag.237
La decrescita non è soltanto uno slogan. La Decrescita è un concetto che indica la necessità e l'urgenza di una inversione di tendenza rispetto al modello dominante dello sviluppo e della crescita illimitati. Una inversione di tendenza che si rende necessaria per il semplice motivo che l'attuale modello di sviluppo è ecologicamente insostenibile, ingiusto ed incompatibile con il mantenimento della pace. Esso inoltre porta con sé, anche all'interno dei paesi ricchi, perdita di autonomia, alienazione, aumento delle disuguaglianze e dell'insicurezza. La decrescita non è una ricetta ma semmai un segno, un cartello stradale che indica un nuovo percorso. Un percorso che ci conduce verso un nuovo immaginario, un nuovo orizzonte. E' l'orizzonte di un'altra economia: pacifica, sostenibile e conviviale, in altre parole felice.
TESTO DEL DISCORSO DEL 18 MARZO 1968 DI ROBERT KENNEDY
“Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell’ammassare senza fine beni terreni.
Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow-Jones, né i successi del paese sulla base del prodotto interno lordo (PIL).
Il PIL comprende anche l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana.
Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione della peste bubbonica, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari.
Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l’intelligenza del nostro dibattere o l’onestà dei nostri pubblici dipendenti. Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell’equità nei rapporti fra di noi.
Il PIL non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta.
Può dirci tutto sull’America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere americani.” (Robert KENNEDY)
VI ESORTO A LEGGERE IL PROGRAMMA POLITICO DELLA DECRESCITA, SCRITTO DA MAURIZIO PALLANTE, E QUI DI SEGUITO RIPORTATO.
E' IMPORTANTE! GRAZIE.
programma descrescita felice [1.894 Kb]
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La filosofia
Trovare una definizione esaustiva del termine "Filosofia" è praticamente impossibile. Per il mio modesto parere è il cercare di avere senso critico non accettando passivamente ciò che ci viene propinato dagli altri. In proposito, tra le tante letture, mi permetto di riportare un passo tratto dal libro del capace e ironico filosofo L.De Crescenzo, "Il Dubbio", 1993. "Il punto interrogativo è il simbolo del Bene, così come quello esclamativo quello del Male. Quando sulla strada vi imbatterete nei punti interrogativi, nei sacerdoti del dubbio positivo, allora andate sicuro che sono tutte brave persone, quasi sempre tolleranti, disponibili e democratiche. Quando invece incontrate i punti esclamativi, i paladini delle grandi certezze, i puri dalla fede incrollabile, allora mettetevi paura perchè la fede molto spesso si trasforma in violenza. E badate bene che non si parla solo di fede religiosa, ma anche di fede politica e di fede sportiva, di qualsiasi tipo di fede insomma. Gli integralisti cattolici, islamici, i brigatisti neri o rossi, i politici intransigenti, i tifosi esaperati di calcio, appartengono, (seppur con sfumature differenti, aggiungerei io), tutti a una stessa razza, quella che ritiene di essere la sola a possedere la Verità, come se poi potesse esistere davvero una Verità unica e incontrovertibile. Il Dubbio invece è una divinità discreta, è un amico che bussa con gentilezza alla vostra porta. Il Dubbio espone con calma le sue idee ed è pronto a cambiarle radicalmente non appena qualcuno gli dimostrerà che sono sbagliate".
In conclusione,
<<Solo gli imbecilli non hanno dubbi>>
<<Ne se proprio sicuro?>>
<<Non ho alcun dubbio!>>
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Il dilemma
A ridere si rischia di apparire pazzi.
A piangere si rischia di apparire sentimentali.
A cercare gli altri si rischia di rimanere coinvolti.
A esprimere i propri sentimenti si rischia di essere respinti.
A esporre i propri sogni di fronte a tutti si rischia il ridicolo.
Ad amare si rischia di non essere corrisposti.
A continuare, pur con pronostici favorevoli, si rischia la sconfitta.
Ma bisogna saper correre dei rischi perché il rischio più grande nella vita è quello di non rischiare nulla. Quelli che non rischiano nulla non fanno nulla, non hanno nulla, non sono nulla. E' possibile che evitino di soffrire, ma non possono imparare, sentire, cambiare, crescere od amare. Solo chi rischia è libero.
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