Il problema ambientale non è un lusso per le persone annoiate e snob che amano i panda, ma un diritto alla vita, concreto. Senza petrolio si può vivere, senza acqua no.

Riduciamo l'uso dell'auto, andiamo in bici, a piedi e con i mezzi pubblici.

"Perchè una società vada bene, si muova nel progresso, nell'esaltazione dei valori della famiglia, dello spirito, del bene, dell'amicizia, perchè prosperi senza contrasti tra vari consociati, per avviarsi serena verso un futuro migliore,basta che ognuno faccia il suo dovere." ( G. Falcone ) "Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola" ( P. Borsellino )

Meglio morire in piedi che vivere strisciando.

Un altro mondo non è solo possibile, è doveroso.

Libertà! Sempre.

Home > MANIFESTO

MANIFESTO

stampa pagina

UNA SVOLTA NECESSARIA

Il 2 febbraio del 2007 , a Parigi , è stato approvato da circa 2500 scienziati (provenienti da tutti i paesi del mondo) il rapporto dell'International Panel of Climate Change http://www.ipcc.ch/ . L'IPCC è un organismo dell'Onu che studia i cambiamenti climatici del nostro pianeta. L' IPCC non lascia margini di dubbio circa la causa principale dei repentini e drammatici sconvolgimenti climatici della Terra: l'attività di origine antropica, l'attività dell'uomo.
Le concentrazioni di CO2 nell'atmosfera hanno superato le 380 parti per milione. Mai era accaduto prima degli ultimi 650000 anni. Le cause principali di questo incremento sono state da una parte la crescita delle emissioni derivanti dalla crescita dei consumi di fonti fossili, dall'altra la progressiva diminuzione del loro assorbimento da parte della vegetazione (terrestre e marina) in conseguenza della deforestazione e della sparizione del fitoplancton nei mari.
Secondo il rapporto IPCC le cause naturali incidono su tale dinamica dal 10 al 20 %, le attività umane dall'80 al 90%.
Dall'inzio del 900 ad oggi la temperatura media del globo si è innalzata del 0.74 %, di cui lo 0.25 % negli anni più recenti.
E'ipotizzabile, sempre secondo il rapporto citato, un incremento medio della temperatura terrestre di 0,7 ° entro il 2030 e di 3 (leggasi TRE!!) entro il 2100. A questi valori il livello del mare salirebbe di 7 metri a causa dello scioglimento delle calotte polari, la corrente del Golfo si interromperebbe, i ghiacciai montani si ridurrebbero drasticamente, interi ecosistemi svanirebbero alterando irreversibilmente l'equilibrio degli esseri viventi. Gli eventi meteorologici estremi (cicloni, tifoni, urgani, alluvioni e siccità) diventerebbero frequenti e intensi. Per essere crudi, comincerebbero a venir meno le condizioni di sopravvivenza umana sulla terra. In altri termini, stamo correndo velocemente verso l'autodistruzione, stiamo provocando le condizioni ideali per una estinzione di massa, la nostra!
Il fatto è che un sistema economico e produttivo fondato sulla crescita illimitata della produzione e quindi dei consumi e quindi dei rifiuti e delle emissioni nocive e quindi sulla distruzione e lo sfruttamento della biosfera, non può non portarci che verso il baratro. Non è difficile capire che se crescono il consumo e la produzioni di merci cresce anche l'impatto sulla biosfera,si accellera l'esaurimento delle risorse, aumentano le emisioni di CO2 e di sostanze inquinanti, aumenta la produzione di rifiuti, si inaspriscono le tensioni internazionali per il controllo delle fonti di energia.
Eppure tutti i messaggi che vengono dai mass media tendono a offuscare questa banalissima evidenza, questo destino che destino proprio non è bensì è il frutto dell'imbecillità dell'uomo.
Non so se abbiamo superato il punto di non ritorno. Mi piace pensare di no e credere fortemente che qualcosa si possa fare per arrestare una folle ed insana corsa verso l'abisso e la distruzione. Chi ha un briciolo di senso di responsabilità e di coscienza, a prescindere dal fatto di essere religioso o meno, non può assistere supinamente alla violazione dell'equilibrio naturale e della pacifica convivenza di TUTTE le specie viventi.
E' necessario elaborare un paradigma culturale alternativo al sistema di dis-valori fondato sull'ossessione della crescita economica illimitata che caratterizza il modo di produzione industriale del nostro tempo. Dall'attuale concezione di un "fare finalizzato a fare sempre di più" il lavoro dovrà tornare ad essere un "fare bene" finalizzato a rendere la Terra il mondo più bello ed ospitale per tutti i viventi.
La Decrescita Felice si pone in una prospettiva che è al di fuori della dialettica tra i due schieramenti politici. E' matura la prospettiva di una decrescita? Se non lo è deve diventarla al più presto, consapevoli del fatto che essa non è un programma elettorale di un partito, bensì un tentativo di salvezza in extremis suggerito alle donne e agli uomini di buona volontà.
L'uomo talvolta è stato istituente nella storia. Con impegno, sobrietà rispetto e convivialità possiamo diventare un piccolo tassello per un nuovo Rinascimento che liberi le coscienze restituendo loro quella dignità perduta.

Ringrazio il Movimento per la Decrescita Felice e il prof. Maurizio Pallante, pionieri di un mondo più giusto.

Fabio Santarelli