"Gaia" è il nome (mutuato dalla divinità greca Gea) della Terra, grandissimo ed unico superorganismo vivente secondo la teoria dello scienziato inglese Jim Lovelock.
All'attuale ritmo di "progresso"(?), a meno che non si faccia velocemente qualcosa, la fine di Gaia è dietro l'angolo. E' una velata forma di suicidio, perchè la stiamo dissanguando a morte. Stiamo uccidendo la Terra, stiamo uccidendo noi stessi. Siamo guidati da politici che non sanno nulla di biologia e oppressi da gruppi settari dediti soltanto al becero utilitarismo commerciale. La convinzione dell'uomo occidentale è quella di essere separato dal resto della natura. E' un elemento intrinseco della visione che caratterizza il mondo dominante, ovvero una filosofia che ruota attorno all'uomo o antropocentrica. E tuttavia su quali basi fondiamo questa convinzione: sulla nostra presunta intelligenza superiore? O forse sul nostro dominio precario?
Può definirsi davvero intelligente un essere che distrugge e disprezza il posto in cui vive? Può definirsi progredito colui che dissipa le risorse necessarie ai i propri figli e i propri nipoti?
A me non sembra, a voi?
"Finchè non estende la sua compassione a tutti gli esseri viventi, l'uomo non troverà la pace". Albert Shweitzer
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