Il problema ambientale non è un lusso per le persone annoiate e snob che amano i panda, ma un diritto alla vita, concreto. Senza petrolio si può vivere, senza acqua no.
Riduciamo l'uso dell'auto, andiamo in bici, a piedi e con i mezzi pubblici.
"Perchè una società vada bene, si muova nel progresso, nell'esaltazione dei valori della famiglia, dello spirito, del bene, dell'amicizia, perchè prosperi senza contrasti tra vari consociati, per avviarsi serena verso un futuro migliore,basta che ognuno faccia il suo dovere." ( G. Falcone )
"Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola" ( P. Borsellino )
Meglio morire in piedi che vivere strisciando.
Un altro mondo non è solo possibile, è doveroso.
Libertà! Sempre.
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NOI SIAMO DA SERIE A
FORZA PESCARA, FORZA PESCARESI.
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Waterpolo
Non solo calcio. Pescara ha avuto una grandissima squadra di pallanuoto. Campione d'Italia e d'Europa e formidabile vetrina per la nostra amata città. Purtroppo nessun imprenditore ha saputo coltivare e preservare questo patrimonio sportivo, prematuramente scomparso dal panorama professionistico al pari di discipline come la pallavolo e la pallacanestro.
La pallanuoto (waterpolo in inglese) è stata il mio sport per tanti lunghi anni. Nel 1984 i miei, per invogliarmi all'attività natatoria, mi fecero gettare (letteralmente) in piscina da un zelante quanto sbrigativo bagnino. Dotato di ciambella di salvataggio non andai a fondo anzi, nuotai - come se lo avessi sempre fatto - annaspando come un Labrador verso il bordo vasca. Seppur l'approccio non fu dei più morbidi, in quelle piscine ci rimasi fino al 2003. Dopo aver sperimentato le prime gare regionali di nuoto e macinato chilometri e chilometri di cloro su e giù per il catino, nel 1989 feci il mio primo incontro ravvicinato con la palla gialla. Nonostante la difficoltà di presa dovuta alla mano piccola (rimasta tale anche in età adulta) decisi che la pallanuoto avrebbe riempito il fossato di noia scavato dalle interminabili visioni dellle mattonelle blu adagiate sul fondo della vasca. La voglia e il sogno di emulare i campioni della prima squadra (la gloriosa Sisley campione d'Europa) mi diedero la forza di lottare in acqua, rinunciando a tanti pomeriggi di spasso e socializzazione con i miei coetanei. La chiusura forzata degli impianti sportivi pescaresi costrinse me e la mia squadra ad un'emigrazione forzata in quel della vicina Chieti. Un pomeriggio addirittura sostenemmo un allenamento sotto una copiosa nevicata. Roba d'altri tempi. O da pazzi. Dopo aver disputato tutte le categorie giovanili approdai alla serie C nazionale, abbandonando il mio gruppo storico a causa di un aspro litigio con il trainer. Nel 2003, pezzetto dopo pezzetto, crollò anche l'ultimo pilastro motivazionale che mi consentiva di proseguire a giocare. La sparizione forzata della squadra in cui militavo dai campionati diede il colpo mortale alla mia voglia di restare nella waterpolo. Mi ritirai definitivamente, conscio del fatto che oramai non avevo più nulla da dare e da ricevere da questa affascinante disciplina. La pallanuoto è dannatamente dura, faticosa, non fà sconti a chi non ha intenzione di sacrificarsi e di impegnarsi. E' uno sport povero estrinsecamente (non ha visibilità,fama, compensi cospicui) ma ricco, ricchissimo intrinsecamente. Spirito di abnegazione, collaborazione, rispetto per il prossimo, tenacia, sono i valori inestimabili che questo sport mi ha insegnato. Osservando amaramente il vuoto e la noia che circonda le giornate degli adolescenti di oggi, posso ritenermi fortunato ad avere vissuto la mia giovinezza in una piscina. Quello sport mi ha aiutato a crescere e a maturare. E adesso posso ringraziare anche quelle mattonelle blu che ancora lì riposano, custodendo tanti bei ricordi.
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Dove sono i Pescaresi?
BEI TEMPI ANDATI GLI ANNI 80. UNA PESCARA FRIZZANTE. SPORT DI ALTISSIMO LIVELLO. IL PROFETA GALE, LA SISLEY CAMPIONE D'EUROPA, LA FACAR BASKET. STADIO, PISCINA E PALAZZETTO GREMITI DI ENTUSIASMO E PASSIONE.
LA PESCARESITà SI RESPIRAVA OVUNQUE, TI ENTRAVA NELLE OSSA MA SOPRATTUTTO NEL CUORE.
QUANDO OGGI OSSERVO L'APATIA,IL VUOTO, L'INDIVIDUALISMO SFRENATO, L'OPPORTUNISMO, IL DISPREZZO VERSO LA NOSTRA PERLA ADRIATICA ... MI CHIEDO DOVE SIA FINITO LO SPIRITO BATTAGLIERO CHE CI ANIMAVA QUEI TEMPI.
FORSE E' NASCOSTO NELLA SOFFITTA POLVEROSA DEL NOSTRO ANIMO.
RIPRENDIAMOCELO!
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NO AL CENTRO OLI
VOGLIONO INTOSSICARCI CON IL PETROLIO COSTRUENDO UN CENTRO OLI -ENI A ORTONA.
LA COSTA DELL'ABRUZZO, REGIONE VERDE D'EUROPA, SAREBBE IRRIMEDIABILMENTE DANNEGGIATA. UNO SCEMPIO DA EVITARE ASSOLUTAMENTE.
PER SAPERNE DI PIù...www.comitatonaturaverde.it
L'ABRUZZO NON SI TOCCA.
IMPEDIAMO QUESTO SCEMPIO!
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